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I neutrini ‘congelano’ la teoria dei raggi cosmici

Uno dei risultati più importanti che emerge dalle osservazioni condotte presso il telescopio del Polo Sud è che non sono trovate alcune tracce di neutrini associati a qualche evento di alta energia, come ad esempio le esplosioni stellari, e ciò fa vacillare una delle teorie più accreditate sull’origine dei raggi cosmici.

Il rivelatore IceCube, che si trova a circa 2,5Km di profondità nel ghiaccio dell’Antartide, è stato puntato verso 300 esplosioni di alta energia, note come gamma-ray burst, tra il mese di Maggio del 2008 e il mese di Aprile del 2010. I risultati pubblicati su Nature non riportano alcuna registrazione di un singolo neutrino e ciò fa vacillare l’idea in base alla quale i raggi cosmici si originano dai gamma-ray burst. “Nonostante si tratti di un risultato negativo, ciò indica che la rivelazione di neutrini cosmici è giunta ad un traguardo. IceCube è dotato della necessaria sensibilità non solo per rivelare queste particelle ma soprattutto per identificare le vere sorgenti” spiega il professor Subir Sarkar del Dipartimento di Fisica presso l’Università di Oxford. “Il fatto di non aver identificato le sorgenti dei raggi cosmici rappresenta un passo in avanti che ci permette intanto di escludere una delle teorie più accreditate sulla loro origine” conclude Francis Halzen, investigatore principare del programma IceCube.

[Abstract: An absence of neutrinos associated with cosmic-ray acceleration in γ-ray bursts]

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esplosioni stellari | gamma-ray burst | neutrini | raggi cosmici

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