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È necessario che il tempo sia la quarta dimensione dello spazio?

Prima di Einstein e poi dell’invenzione della fisica moderna, molti filosofi hanno discusso a lungo sulla natura del tempo. Più di un secolo dopo Einstein, oggi sappiamo che l’idea base è quella secondo cui il tempo costituisce una sorta di quarta dimensione dello spazio, una struttura che viene rappresentata matematicamente dal cosiddetto spaziotempo quadridimensionale di Minkowski.

Nonostante ciò, alcuni teorici come Amrit Sorli e Davide Fiscaletti, fondatori del Space Life Institute in Slovenia, suggeriscono che il tempo esiste indipendentemente dallo spazio. Nel loro ultimo articolo, i due scienziati dimostrano come due fenomeni della relatività speciale, la dilatazione dei tempi e la contrazione delle lunghezze, possano essere meglio descritti nel contesto di una struttura tridimensionale dello spazio in cui il tempo è una quantità che viene utilizzata per misurare semplicemente una variazione, ad esempio il moto del fotone, in questo spazio 3D. Questa idea, che è in accordo con la visione del tempo di Gödel, implica che il tempo non rappresenta più una dimensione fisica dello spazio attraverso il quale si potrebbe addirittura viaggiare nel passato o nel futuro. Altri ricercatori hanno comunque studiato la possibilità di eliminare il concetto dello spaziotempo in modo da considerare sia lo spazio che il tempo come due entità separate. Anche se questa idea viene meglio espressa se viene introdotto il concetto di etere, cioè un mezzo fisico che permea tutto lo spazio, Sorli e Fiscaletti ritengono invece che questa idea possa essere meglio rappresentata e descritta in termini di un vuoto quantistico tridimensionale. In altre parole, anziché considerare lo spazio come un mezzo che trasporta la luce, la propagazione della radiazione viene regolata, per così dire, dalle proprietà elettromagnetiche, cioè la permeabilità e la permittività, del vuoto quantistico. “Stiamo sviluppando un modello matematico in cui la gravità è il risultato della diminuzione della densità di energia del vuoto quantistico tridimensionale causata dalla presenza di un oggetto di massa stellare o materiale” spiega Sorli. “La massa inerziale e quella gravitazionale hanno la stessa origine, cioè la variazione della densità di energia del vuoto quantistico. Inoltre questo modello permette di derivare esattamente la precessione del perielio di Mercurio, una conseguenza della relatività generale” conclude Sorli.

[Abstract: Special theory of relativity in a three-dimensional Euclidean space]

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relatività speciale | spaziotempo | tempo | vuoto quantistico

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