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Pianeti ‘freddi’ che ‘vivono’ grazie alla materia scura

Nonostante nessuno sa, almeno per ora, cosa sia effettivamente la materia scura, anche se esistono dei modelli che suggeriscono che si tratti di particelle massicce che interagiscono debolmente con la materia (wimps), alcuni ricercatori ne fanno “uso” avanzando delle ipotesi in base alle quali essa potrebbe produrre, in particolari condizioni, abbastanza “calore” da riscaldare persino un pianeta.

E’ l’idea di due fisici del FermilabDan Hooper e Jason Steffen, che hanno pubblicato una teoria dove quei pianeti che non ricevono sufficiente radiazione dalla propria stella, potrebbero essere invece “riscaldati dalla materia scura”. Secondo questo modello, la materia scura potrebbe influire anche sulla presenza di vita in questa categoria di “pianeti freddi” che si trovano al di fuori della cosiddetta zona abitabile. Il modello di Hooper e Steffen suggerisce che la materia scura venga intrappolata dalla gravità del pianeta la cui interazione con le particelle produce emissione di radiazione che va a “riscaldare”, per così dire, la superficie del pianeta. Naturalmente, l’effetto che potrebbe avere un tale processo fisico su un pianeta come la Terra è trascurabile, ma può diventare significativo in quelle regioni dello spazio dove esiste una elevata densità di materia scura. Questo processo potrebbe aprire una sorta di “nuovo canale” verso la ricerca di pianeti extrasolari. Nelle regioni più centrali della Via Lattea, la densità di materia scura è di fatto centinaia o forse migliaia di volte superiore a quella presente nel Sistema Solare ed è proprio in queste regioni dello spazio che Hooper e Steffen sperano di trovare il primo pianeta che abbia una temperatura superficiale abbastanza “gradevole”, si fa per dire, grazie all’azione dovuta alla materia scura. Una idea molto affascinante se pensiamo che mentre i pianeti “tradizionali” sono legati al ciclo evolutivo della propria stella, i pianeti “dipendenti” dalla materia scura hanno il vantaggio di vivere più a lungo, dell’ordine di qualche trilione di anni. Hooper e Steffen ammettono che, al momento, non c’è modo di rivelare questi pianeti “fortunati” ma, forse, in futuro tutto questo potrebbe diventare possibile.

ArXiv: Dark Matter And The Habitability of Planets

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esopianeti | evoluzione stellare | materia scura | pianeti extrasolari | wimps | zona abitabile

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