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Una galassia super distante appartenente all’età scura dell’Universo

Grazie ad una serie di osservazioni realizzate con i telescopi spaziali Spitzer e Hubble, che hanno analizzato l’effetto della lente gravitazionale di galassie distanti, un gruppo di astronomi guidati da Wei Zheng della Johns Hopkins University hanno catturato la luce di quella che potrebbe essere considerata, al momento, la galassia più distante mai osservata.

Si tratta di un oggetto formatosi appena 500 milioni di anni dopo il Big Bang appartenente all’epoca in cui l’Universo si trovava nella fase della cosiddetta età scura. Durante questa misteriosa epoca primordiale, l’Universo passò da una fase di oscurità ad una in cui apparve la luce di tutte le galassie che vediamo oggi. La scoperta di questa debolissima galassia apre una nuova finestra sulle epoche più remote della storia cosmica. “Si tratta dell’oggetto più distante di cui abbiamo un elevato grado di certezza” dichiara Zheng. “Adesso si tratterà di capire se esistono altri oggetti che ci permettano di avere maggiori indizi su come si è conclusa l’età buia e quindi sull’Universo delle origini”. A differenza di altri oggetti estremamente distanti che sono stati rivelati in una singola banda dello spettro elettromagnetico, questa galassia è stata osservata su cinque diverse lunghezze d’onda, quattro dovute al programma Cluster Lensing and Supernova Survey with Hubble (CLASH) (vedasi questo post) e una alla Infrared Array Camera (IRAC) del telescopio Spitzer. Gli astronomi ritengono che la galassia abbia una età ancora inferiore, circa 200 milioni di anni, e contenga una massa pari all’1% di quella associata alla Via Lattea. Secondo gli attuali modelli sull’evoluzione delle galassie, gli scienziati ritengono che le prime galassie abbiano dimensioni molto piccole e con il passare del tempo interagiscono con altre galassie per formare oggetti più grandi come quelli che vediamo oggi. Queste galassie primordiali hanno contribuito a ionizzare nuovamente lo spazio, l’evento che segna la fine dell’età scura. Circa 400 mila anni dopo il Big Bang, inizia a formarsi l’idrogeno ma le prime stelle nelle rispettive galassie non si formeranno se non dopo qualche centinaia di milioni di anni. Successivamente, sarebbe stata proprio l’energia emessa da queste galassie a ionizzare l’idrogeno e a lasciarlo in questo stato sin da quell’epoca. Ora gli astronomi stanno programmando ulteriori osservazioni per studiare ancora più in dettaglio la cosiddetta epoca di reionizzazione soprattutto con i dati che saranno ottenuti dal telescopio spaziale James Webb (JWST) il cui lancio è previsto nel 2018. Questa galassia sarà perciò uno degli obiettivi principali della missione del JWST.

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big bang | epoca reionizzazione | età scura | galassie primordiali | universo

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