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Archivio mensile: ottobre 2012

Una nuova classe di nuclei galattici attivi?

Con il termine blazar si definisce un nucleo galattico attivo contenente un buco nero supermassiccio e che, in accordo ai modelli unificati, ha il getto relativistico allineato con la linea di vista dell’osservatore. Questi oggetti emettono una radiazione di alta energia, principalmente raggi-gamma, che risulta centinaia di milioni di volte superiore a quella che è…

E’ tempo di ‘merenda’ per la Via Lattea

Grazie ai dati ottenuti con la Sloan Digital Sky Survey (SDSS), un gruppo di ricercatori hanno scoperto un insieme di stelle che si ritiene siano i resti di un antico ammasso stellare e che stanno per essere lentamente ‘divorate’ dalla nostra Galassia. In passato, i ricercatori hanno gia' trovato chiare evidenze che l’interazione gravitazionale della…

Il modello della ‘vedova bianca’ per spiegare la formazione delle supernovae di tipo Ia

In uno studio recente l’astrofisico J. Craig Wheeler, esperto di esplosioni stellari, ha presentato una nuova idea che permetterebbe di identificare il progenitore di una classe importante di supernovae che sono state utilizzate come “candele standard” di luminosità per scoprire l’espansione accelerata dell’Universo. Secondo Wheeler, il progenitore di una supernova di tipo Ia potrebbe essere…

Un esperimento di entanglement quantistico per lo studio dello spaziotempo

Alcuni fisici hanno proposto un esperimento per verificare quali sono le previsioni della meccanica quantistica quando si tenta di descrivere le proprietà dello spaziotempo. La proposta arriva da un gruppo internazionale di ricercatori provenienti dalla Svizzera, dal Belgio, dalla Spagna e da Singapore e si basa sulla disuguaglianza denominata “hidden influence inequality”. “Siamo interessati a…

Un nucleo galattico ‘paffuto’

Grazie ad una serie di osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble, un gruppo di astronomi hanno individuato un nucleo galattico che risulta il più grande finora osservato. La sua forma molto 'paffuta' viene spiegata in base a due ipotesi legate all’azione rispettivamente di uno o più buchi neri, anche se finora i ricercatori non…

Una nuova tecnica per lo studio delle atmosfere degli esopianeti

I cacciatori di pianeti extrasolari dispongono di un nuovo strumento che non richiede grossi telescopi o satelliti in orbita. Essi hanno sviluppato una tecnica che utilizza un telescopio ad infrarossi di piccole dimensioni per identificare molecole organiche nell'atmosfera di un esopianeta delle dimensioni di Giove e che si trova a circa 63 anni-luce. (altro…)